La citazione bibliografica

“Fare riferimento alle fonti e ai testi utilizzati in un lavoro di ricerca ha
un ruolo e un valore che vanno ben oltre l’obbligo morale di riconoscere
il lavoro di chi ci ha preceduto e il dovere scientifico di rappresentare
le basi su cui si fonda una ricerca”.

Così recita il prologo della presentazione del libro di Fabio Venuda, docente al master, che si è recentemente occupato di citazione bibliografica e che a breve pubblicherà una monografia al riguardo, della quale inseriamo la cover.

29 – Ricerche – La citazione bibliografica

iBooks 2, la rivoluzione di Apple chiamata “Textbook” e il libro cartaceo che diventa improvvisamente obsoleto

All’interno del museo Guggenheim di New York, i vari dirigenti della casa di Cupertino hanno mostrato ieri ai giornalisti presenti le novità in serbo per il settore dell’istruzione. La prima di queste è iBooks 2.0, applicazione che adesso supporta i Textbooks, ovvero i libri di testo progettati espressamente per l’iPad.

Rispetto agli ebook tradizionali, i Textbooks in iBooks 2.0 sono completamente interattivi e sfruttano a fondo le funzionalità del tablet della Mela. Possiamo ad esempio consultare diagrammi, video, foto interattive con didascalie, ruotare gli oggetti realizzati in 3D, sfogliare i vari album d’immagini divisi per categoria, evidenziare le parti di testo che più ci interessano e consultare il glossario.

La seconda novità è iBooks Author, un’applicazione esclusiva per PC Mac e che permette di creare in maniera semplice e intuitiva libri digitali multi-touch per l’iPad. Disponibile gratuitamente nel Mac App Store, iBooks Author include moltissimi modelli grafici, oggetti 3D e opzioni per inserire velocemente album multimediali, oggetti 3D e molto altro ancora.

La terza novità, sempre dedicata all’istruzione, è iTunes U, dove la U sta per University. Quest’applicazione per iOS ci permette di consultare gratuitamente appunti, materiali audio e video provenienti dalle università di tutto il mondo, anche quelle italiane (LUISS Guido Carli, la Bocconi, l’Università di Pisa, la UNIPD, la UNIMORE, la Federico II di Napoli e l’Università degli Studi di Trieste).

http://www.01net.it/con-ibooks-2-apple-porta-i-libri-nellipad/0,1254,0_ART_145655,00.html

http://itunes.apple.com/it/app/ibooks/id364709193?mt=8&s=143444&affId=1847715

E’ possibile eliminare legalmente i documenti soggetti a conservazione sostitutiva? – Gianni Penzo Doria

In questa sede affronteremo il tema della possibilità di
eliminare legalmente i documenti (scarto) a fronte di
conservazione sostitutiva effettuata a norma di legge. Si
tratta di un argomento molto delicato per la salvaguardia
degli archivi del nostro Paese, che va distinto in base alla
tipologia degli enti produttori, pubblici o privati.

E possibile eliminare legalmente 2011

Nedap

NEDAP

Nedap, fondata nel 1929, è quotata alla NYSE Euronext dal 1949. Impiega oltre 650 dipendenti, ha sede nei Paesi Bassi e filiali in Belgio, Cina, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna e partner in tutto il mondo. Nedap Technology Corporation con le sue 9 divisioni business è attiva in 17 settori di mercato.

Nedap, con oltre 30 anni di esperienza nell’RFID, è uno dei maggiori implementatori della tecnologia Near Field Communication. Sviluppa e produce soluzioni avanzate per la sicurezza, l’automazione, l’identificazione e la gestione di informazioni complesse in molteplici settori: biblioteche, retail, energia, zootecnia, health care, identificazione veicoli e controllo accessi. I prodotti Nedap si basano sull’identificazione e la registrazione intelligente di persone, animali e oggetti, tramite un’innovativa ed ecologica elettronica di controllo.

Proteggiamo i libri del museo del Prado, monitoriamo più di 10 milioni di animali in tutto il mondo, proteggiamo 100.000 porte con il controllo accessi in 30 paesi, rivestiamo un ruolo fondamentale nella depurazione dell’acqua potabile di New York e molto altro ancora.

NEDAP LIBRIX

Nedap è impegnata da oltre 15 anni nello sviluppo di soluzioni RFID innovative, ecologiche e user-friendly per le biblioteche. Nel luglio 2010, a fronte del grande successo ottenuto sul mercato, la divisione Nedap dedicata alle biblioteche viene ampliata e acquisisce un nuovo nome: Nedap Librix.

Nedap Librix è la divisione specializzata nella progettazione di sistemi di gestione e informatizzazione RFID personalizzati e web-based, per l’automazione e la sicurezza delle biblioteche. Offre soluzioni per ottimizzare: le informazioni sui flussi e l’operatività, la gestione inventariale, la protezione EAS e le operazioni di prestito self-service.

Nedap Librix è il più importante fornitore di soluzioni RFID per biblioteche a livello europeo e l’unica azienda in grado di offrire soluzioni integrate interamente sviluppate e prodotte in-house. I nostri sistemi, tutti certificati CE, sono stati installati in più di 550 biblioteche nel mondo, proteggiamo la collezione del museo del Prado a Madrid, la biblioteche di Strasburgo, di Amsterdam, e molte altre. L’innovazione riveste un ruolo fondamentale per noi, siamo infatti orgogliosi delle innovazioni che riusciamo a introdurre nel mercato ogni anno. Operiamo in un ambiente in cui ogni idea è la benvenuta e le iniziative vengono stimolate.

www.nedaplibrix.it

Per approfondimenti Mortara_La Lomellina

 

 

Agor@ Magazine

Formazione

Verona / Master dell’Università in Management della cultura digitale, editoria, archivi e biblioteche nell’era del 2.0

mercoledì 5 ottobre 2011 – spip.php?article20552

VERONA – Inizierà l’1 dicembre il percorso di studi organizzato dall’Università di Verona. Della durata di 1500 ore, sarà incentrato sui temi dell’editoria, dell’archivistica e della biblioteconomia, con un focus particolare sulle nuove tecnologie digitali utilizzate per creare e conservare il libro e il documento, diventate sempre più importanti dopo l’entrata in vigore del CAD.

La conservazione della memoria digitale

La conservazione della memoria digitale e le esigenze di pubblicazione legale on line: la normativa italiana prova ad organizzare la permanenza nel tempo dei documenti fatti di bit di Andrea Lisi

Il legislatore italiano ha le idee chiare: il nostro futuro è segnato e sarà un futuro senza carta inutile, in un groviglio di documenti e dati condivisi nel Web 2.0. Dovremo fare i conti, pertanto, con uno scenario di società trasparente e partecipata, la quale mette in discussione sia il concetto di “riservatezza” e sia la nozione di documento, in quanto res che rappresenta un fatto giuridicamente rilevante. Nel mondo digitale, da una parte la privacy si allontana dall’originaria idea di segretezza e di anonimato e dall’altra la conservazione del documento si discosta dalla necessità di preservare il supporto che contiene l’informazione giuridicamente rilevante; in entrambi i casi sia la tutela del
dato personale e sia la conservazione digitale a norma del documento sono legati inscindibilmente allo sviluppo di corretti modelli organizzativi nella gestione informatica dei dati, sotto il controllo vigile di figure altamente competenti e responsabili.
Archiviare e conservare correttamente documenti informatici contenenti dati personali diviene così una necessità per qualsiasi organizzazione, pubblica o privata che sia. Perché la Società dell’ICT è caratterizzata da una crescita esponenziale delle informazioni veicolate attraverso la Rete, ma paradossalmente la memoria dei nostri documenti, delle nostre comunicazioni, dei nostri dati rilevanti, non correttamente archiviati e conservati, rischia di evaporare tra documenti “privi di peso”.

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